Il 17 aprile ricorre l’anniversario dell’ indipendenza della Siria, ottenuta dai francesi nel 1946 proprio in questa data. La bandiera adottata allora dalla neonata repubblica siriana era il tricolore verde,bianco e nero con le tre stelle rosse sulla banda centrale. Oggi, invece, coloro che sventolano questa bandiera vengono additati come terroristi e traditori della patria. Come mai?

Procediamo con ordine. La bandiera dell’indipendenza costituì il simbolo nazionale per dodici anni: dal 1946 al 1958. Questa data segna un momento storico nelle vicende della Siria e dell’intero mondo arabo. Venne costituita infatti la Repubblica Araba Unita (al-Jumhūriyya al-ʿArabiyya al-Muttaḥida), spesso chiamata RAU. Si trattava di un’entità statuale unica di cui facevano parte Egitto, Siria e più tardi anche lo Yemen del nord.

nasser RAU
Il presidente siriano Shukri al-Quwattli e quello egiziano Gamal Abd al-Nasser firmano il trattato istitutivo della Repubblica Araba Unita.

Questo avvenimento viene molto spesso oscurato nella memoria collettiva da eventi cronologicamente vicini come il colpo di stato degli ufficiali che portò Nasser al potere in Egitto (1952-54), la crisi internazionale dovuta alla nazionalizzazione del canale di Suez (1956) e lo stato di perenne conflitto con Israele espletato nelle guerre arabo-israeliane (1948, 1967 e 1973). La RAU, però, ha rappresentato l’acme della concretizzazione politica di tutto un grosso filone di retorica panarabista in salsa socialista ed anti-coloniale. Il popolo arabo, forte della consapevolezza della propria unità storica e culturale, rivendicava il diritto all’unità politica. Venne allora adottata  la bandiera tricolore rossa, bianca e nera (tipici colori dell’unità araba) con due stelle centrali di colore verde, rappresentanti rispettivamente l’Egitto e la Siria.

Il sogno della RAU si esaurì in soli tre anni: nel 1961 l’entità si sciolse a causa di divergenze interne circa la gestione dei territori. L’Egitto continuò ad utilizzare il tricolore bistellato verde come propria bandiera nazionale fino al 1971 (anno della morte di Nasser e dell’ascesa di Sadat). La Siria, invece, tornò alla bandiera dell’indipendenza, quella tristellata rossa, finché il presidente Hafiz al-Asad, padre dell’attuale presidente Bashar al-Asad, salì al potere con un colpo di stato nel 1963 e decise di riadottare la bandiera della RAU nel 1980. Da allora la bandiera dell’indipendenza venne esposta simbolicamente solo in occasioni pubbliche particolari come l’anniversario dell’indipendenza, appunto.

17 aprile aleppo
Aleppo, 17 aprile 2010: parata per la festa dell’indipendenza. Si notino le bandiere tristellate esibite dal corteo.

Dopo lo scoppio della rivolta popolare nel 2011, il fronte di opposizione al regime di Bashar al-Asad decise di distaccarsi anche simbolicamente dal discorso del potere di Damasco adottando come proprio simbolo proprio la bandiera dell’indipendenza. In realtà non parliamo esattamente della stessa bandiera. Il vessillo con le tre stelle rosse del 1946 aveva proporzioni laterali diverse da quelle delle bandiere tristellate che vediamo nel paese dal 2011. La simbologia, però, è identica. La cosa viene “ufficializzata” nel 2012 e da allora le due bandiere identificano le forze che si fronteggiano sul campo in Siria:  da una parte il regime, con la sua bandiera panarabista e anacronistica (la seconda stella rappresentante l’Egitto è chiaramente un retaggio avulso dalla realtà attuale); dall’altra il fronte di opposizione nei suoi organismi principali: il Consiglio Nazionale Siriano, l’Esercito Siriano Libero etc.

download (1)
Effige dell’Esercito Siriano Libero

Questo stato di cose, abbastanza oscuro per chi non è abituato a maneggiare elementi di storia dei paesi arabi, è stato ed è tuttora il terreno fertile per un’aneddotica abbastanza simpatica ma anche una pesante azione di propaganda.

Uno dei cavalli di battaglia della retorica pro-Asad, ad esempio, è l’utilizzo di immagini delle prime proteste di piazza contro il regime, in cui si sventolano le bandiere bistellate semplicemente perché erano le bandiere nazionali in uso, spacciandole per prove inoppugnabili di manifestazioni a favore di Asad (che pure ci sono state e continuano ad esserci).

Viceversa la bandiera dell’indipendenza viene derubricata a retaggio del colonialismo francese (epoca in cui la bandiera siriana era, in realtà, ancora diversa) in opposizione alla gloriosa bandiera panaraba e anti-imperialista del regime. Si dimentica, volutamente, che la bandiera tristellata veniva regolarmente utilizzata in occasioni particolari (vedi sopra) dall’alto valore simbolico. Solo a partire il 2011 innalzare quella bandiera significa sostenere il fronte di opposizione al regime di Damasco.

Aneddoti simpatici sono quelli che vengono dall’occidente. Ci sono esempi, di cui ho avuto esperienza diretta, di solidarietà espressa in maniera poco consona, per non dire superficiale. Ho visto rappresentati delle istituzioni, volti noti dello show-business e persone a vario titolo famose sul web, utilizzare la bandiera del regime per esprimere solidarietà verso i civili siriani vittime di bombardamenti e atrocità proprio da parte del regime e dei suoi alleati internazionali.

Spero che questo piccolo intevento possa contribuire a mettere un po’ d’ordine in questa guerra di simboli. Che ognuno impugni la bandiera che preferisce (io ho scelto la mia) ma che almeno sappia cosa simboleggia!

Francesco Petronella

 

 

Annunci