È da sempre che desideravo scrivere ed esprimere tutto ciò che non mi stava bene, partendo dalle piccole ingiustizie che mi circondando, ma non mi sentivo ancora pronta fino a quando non ho trovato il coraggio di farlo. (Kyare)

Anche noi, uomini e donne “dell’ era post-” (postindustriale, postmoderna, postcoloniale, postvera) siamo certamente usciti dal colonialismo, ma il colonialismo è davvero uscito da noi? (Francesco)

Nonostante si possa definire breve il periodo coloniale delle potenze occidentali nella regione (MENA) è necessario sottolineare due questioni rilevanti. Innanzitutto la loro influenza nella regione è da riconoscere negli anni successivi e persino tutt’oggi; inoltre la frammentazione nella regione derivata da questa suddivisione “a tavolino” è sicuramente stata una delle principali cause dei conflitti mediorientali attuali. (Annamaria M.)

Qualunque sia il modo della lotta, le donne tutte – senza distinzione tra Occidente e Oriente – trarranno più benefici dal confronto, la cooperazione, il rispetto tra le diverse correnti, piuttosto che dallo screditarsi reciprocamente. Ben vengano più voci, ben vengano molti e variegati femminismi, piuttosto che nessuno. (Caterina)

Restiamo umani è l’adagio con cui firmavo i miei pezzi per il giornale e per il blog. È un invito a ricordarsi della natura dell’uomo. Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini, dalle longitudini, a una stessa famiglia che è la famiglia umana.” Vittorio Arrigoni auspicava ad un unico stato, proprio perché non credeva nei confini. (Annamaria B.)

Solamente la cultura, prima di tutto giuridica, ed il coraggio di farla emergere e di imporla, possono porre rimedio ad una delle tante, troppe violazioni delle prerogative fondamentali dell’individuo, che ancora affollano quella che Bobbio definì, forse con eccessiva fretta ed ottimismo, “Età dei diritti”. (Marco)

È un momento molto difficile per la Turchia, in cui un’opzione di uscita da questa crisi che possa parlare il linguaggio della libertà, dei diritti e della giustizia sociale sembra, purtroppo, lontana. (Cosimo)

Un posto a due passi dal deserto e dalle antiche abitazioni berbere  posso gustare il thè alla menta preparato con premura da una donna del posto. (Mina)

Per me il viaggio in maghreb non è mai abbastanza e anche quest’anno come ogni anno, ogni volta che rientro a casa, in Italia, so di aver lasciato un pezzo del mio cuore nell’altra casa, il Marocco. (Nora)

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Io sono nata a Palermo, città ricca di popoli e di culture, sin dall’antichità. Isola situata al centro del mediterraneo, ponte tra il continente africano e quello europeo. Terra di approdo di migliaia di migranti in cerca di una vita migliore. (Erica)

Il mare nostrum diventa un cimitero liquido, nel quale annaspano, ansimano e spesso perdono la vita uomini, donne e bambini. Come il mare, riporta a riva oggetti perduti che raccontano delle storie, così il Festival della Letteratura Mediterranea ha voluto lasciare un segno nella coscienza di chi lo ha seguito e di chi ne ha fatto parte. (Fiorenza)

È capace di volare in alto, tanto da non smettere di insegnare ai suoi studenti che “il sapere è una conquista” perché è tutto ciò che si possiede, ed è tutto ciò che rende libero un essere umano. (Ikram)

Una valigia trascinata per mano, i passi tra la polvere, il caldo del deserto sulla pelle. E il confine. Attraversare il confine di uno qualunque degli stati del Medio Oriente non è per niente semplice. (Beatrice)

Quindi no, Gerusalemme non è Berlino. Gerusalemme può forse al massimo ricordare la vecchia Berlino, la città divisa, se proprio il parallelismo è davvero necessario. (Arianna)

L’Occidente cristiano ha in qualche misura stigmatizzato la figura del musulmano e più in generale dell’orientale, identificandolo di volta in volta con una serie di caratteristiche finalizzate a sottolineare l’alterità, piuttosto che la somiglianza tra i due mondi. (Milena)

Conoscere la storia del mondo arabo e dell’Islam nei suoi molteplici aspetti vuol dire restituire un pezzo della propria identità a tutti noi. (Mariateresa)

Le nostre belle etichette colorate vanno prese con le pinze: sono solo costruzioni di qualcuno che in un determinato momento storico mirava ad istituzionalizzare un certo tipo di verità. (Jacopo)

Grazie a tutti, e buon blog!

Kyare e Francesco

 

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